Man of steel

Perfetto e semplice all’apparenza, profondo e tormentato in realtà, Superman si riconferma un personaggio difficile da portare sul grande schermo.

L’intento di cui parlavo nell’introduzione viene raggiunto parzialmente. Il nuovo design del costume senza i famigerati “mutandoni”, e la sapienza di Snyder alla regia riescono a rendere un personaggio ultrasettantenne appetibile al pubblico del 2013.

Dal punto di vista dei contenuti e della sceneggiatura invece le scelte coraggiose del trittico Snyder-Nolan-Goyer non funzionano del tutto.

Il dramma interiore di Superman è interessante e raggiunge lo spettatore nel modo giusto, ma le scene di combattimento sono inutilmente lunghe e alcune scelte della trama (una in particolare riguardante il “codice etico” storico di Superman) sono discutibili e non funzionali. L’opinione di chi scrive è che si sia voluta fare una copia del Batman nolaniano, dimenticandosi però che Superman è un personaggio agli antipodi rispetto al guardiano di Gotham City.

L’Uomo d’acciaio è un film riuscito. Siamo ben lontani da Superman Returns e ancora una volta, secondo la tendenza di Hollywood, si esce dalla sala soddisfatti ma col pensiero che si poteva fare qualcosa di più, rinunciando magari a una scazzottata o un’esplosione qua e là.

Non è un capolavoro né spazzatura, ma un film più che buono che potrà sicuramente farsi piacere agli appassionati a patto che siano pronti a vedere dei cambiamenti nella struttura e nell’iconografia classica del personaggio.

Mentre ai detrattori di Superman la visione di Snyder potrebbe far cambiare idea.

da LegaNerd.com

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